trattamenti fisici

Magnetoterapia


Descrizione

La pietra magnetica che si trova in natura è principalmente composta da ferro e ossigeno.
La più antica citazione del magnete come mezzo di cura appare sull’Atharvaveda nell’80 a.c. che contiene il trattato sulla medicina e l’arte di curare. Cleopatra, donna di leggendaria bellezza, nel 60 a.c., si dice portasse un piccolo magnete sulla fronte per preservare la sua splendida grazia.
Ai giorni nostri la magnetoterapia è una disciplina che sta a metà tra il convenzionale è l’alternativo (è stata riconosciuta a livello nazionale come una terapia omeopatica e naturopatia).

Tecnologia

Gli effetti biologici del campo magnetico

A livello terapeutico si usano ovviamente campi magnetici di bassa intensità. L’unità di misura del campo magnetico nel sistema CGS (centimetro, grammo, secondo) è l’OERSTED, ma quasi tutti gli strumenti danno l’indicazione in GAUS; il gauss è l’unità di misura della densità del flusso magnetico nel sistema cgs. La confusione “fisica” è poi aumentata dal fatto che i produttori chiamano “potenza” dello strumento la densità di flusso prodotta dal loro apparecchio.
Genericamente parlando, un campo magnetico può agire sulle cellule (in particolare quelle del sistema osseo), aiutando a ristabilire la normale funzione biologica, senza particolari effetti collaterali. Esistono terapie (link www.studiorossaro.it/tecarterapia) che associano campi magnetici ad altri fattori terapeutici, mentre la magnetoterapia classica utilizza solo campi magnetici.
Esistono poi diverse forme di magnetoterapia, a seconda della sorgente del campo magnetico. Ne possiamo definire tre:

  • Statica
  • A bassa frequenza
  • Ad alta frequenza (o radio frequenza)


La magnetoterapia statica utilizza magneti da applicare alla parte da trattare, è la più semplice.
La magnetoterapia a bassa frequenza utilizza campi variabili con frequenza da 10 a 200 Hz (cicli al secondo) e densità di flusso da 50 a 300 gauss.
La magnetoterapia ad alta frequenza utilizza frequenze radio da 18 a 900 MHz, quindi notevolmente più alte rispetto a quelle della strumentazione a bassa frequenza.
Ovviamente per utilizzare al meglio la terapia è necessario generare un campo opportuno, facendo in modo che la sua azione sia veramente riparatrice.

Il campo magnetico


Una “buona” definizione di campo magnetico probabilmente è un giusto test per un laureando in fisica; infatti è possibile usare diverse definizioni che, curiosamente, ripercorrono la storia della fisica degli ultimi 200 anni.

La parola CAMPO indica semplicemente una regione dello spazio. Un campo magnetico è una regione dello spazio dove agiscono delle particolari forze; queste forze possono essere generate da un magnete, da una corrente elettrica o da un campo elettrico che varia nel tempo. È per esempio nota a tutti la forza attrattiva di una calamita sulla limatura di ferro. Meno noto è il fatto che una tale forza magnetica possa essere generata anche da una corrente elettrica. Storicamente il fisico Maxwell riunì elettricità e magnetismo in un’unica teoria che collegava i due campi elettrico e magnetico (elettromagnetismo). Albert Einstein dimostrò poi che in realtà i campi elettrico e magnetico sono due aspetti dello stesso fenomeno.

Patologie

Molte ricerche dimostrano come la magnetoterapia è in grado di dimezzare i tempi di guarigione di patologie a carico del sistema scheletrico ma non solo. Esistono infatti tante patologie che la magnetoterapia può aiutare a guarire. Ne citiamo solo alcune:

  • Artrite
  • Disturbi intestinali
  • Sindrome da Stanchezza Cronica
  • Diabete
  • Fibromialgia
  • Alta pressione sanguigna
  • Insonnia
  • Emicrania
  • L'osteoporosi
  • Disturbi Circolatori
  • Repetitive Strain Injury (RSI)
  • Sciatica
  • Spondilosi
  • Gotta
  • Dolore alla schiena
  • Gomito del tennista